Don Serafini lascia la guida dell' abbazia

sabato 28 giugno 2014

RODENGO Sta per terminare il lungo periodo, ben 16 anni, in cui don Alfonso Serafini è stato superiore dell'abbazia di Rodengo, facendosi apprezzare per la vicinanza alla popolazione e per le numerose iniziative volte a valorizzare la cultura Monastica e il complesso monumentale Rodengo.
L'avvicendamento tra don Alfonso e il nuovo superiore avverrà domani durante la Messa solenne delle 10,30 che sarà concelebrata da don Alfonso e dall'abate di Lendinara, don Cristiforo Zielinski ,che in questa occasione designerà il suo rappresentante nella conduzione di Rodengo: si tratta di don Benedetto Maria Toglia, 38 anni, proveniente da Lendinara. La cerimonia sarà l'occasione per salutare don Alfonso, che rimarrà a Rodengo per l'estate; nel corso della Messa sarà inoltre benedetto il quadro realizzato da Luciano Baroni per celebrare i 700 anni dela congregazione Olivetana. Il dipinto e' la quinta opera di autore contemporaneo che arricchisce la cappella del Capitolo. Don Alfonso dice sorridendo: "Ogni tanto un cambio di conduzione ci vuole, dà nuova linfa e nuova energia ad una comunità". Nato a Galatina, nel Leccese, nel 1944, terzo di cinque figli,a 19 anni entra in monastero, come novizio,l'anno dopo emette la professione monastica temporanea e tre anni dopo pronuncia i voti perpetui. Comincia la sua traversata d'Italia: Foligno, Alessandria, Camogli, Monte Oliveto Maggiore, Seregno e dopo i 5 anni di Teologia è ordinato Sacerdote. Poi per 28 anni è a Matera, al Santuario della Madonna; infine, col ruolo di superiore, nel 1998 giunge all'abbazia di Rodengo, dove lo scorso agosto  ha celebrato i 50 anni di professione monastica. "Come pensiero conclusivo direi che è tempo di accoglie e raccogliere quanto si è seminato, dimenticando le cose andate storte", conclude don Alfonso, che a Rodengo lascia anche un segno della sua passione per la scultura in bronzo: una stele che raffigura San Benedetto con due monaci in ricordo di don Damino Romani, il primo monaco giunto Rodengo nel 1969, dopo la riconsegna dell'Abbazia agli Olivetani.
Fulvia Scarduelli

Fonte Giornale di Brescia
 

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